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Guinness dei primati tra le sbarre Alla scoperta delle più incredibili PRIGIONI del mondo I dati più particolari sugli istituti di pena: dal più piccolo al più grande, dal più affollato al più sicuro. Ecco i record più curiosi E’ considerato il più ambito, a livello immobiliare, dalle società di costruzione, visto che sorge su un terreno che vale letteralmente oro. Si tratta della prigione americana di San Quintino, che si trova in California, su un terreno di varie centinaia di ettari, il cui valore oscilla tra gli ottanta e i cento milioni di dollari. La maggior parte dei suoi 3317 detenuti (delinquenti incalliti) hanno le finestre delle loro celle che danno sull’incantevole panorama della baia che si apre davanti all’Oceano Pacifico. E’ la prigione più valutata economicamente. 
A diritto, è la più piccola al mondo. E’ quella che si trova sulla piccola isola di Sark, nel canale della Manica e che fa parte del Bailato di Guernsey. Il carcere in questione può ospitare al massimo due detenuti, tenuto conto che l’isola ha una popolazione che non arriva ai 500 abitanti. Questa, a dire il vero, non è l’unica particolarità di Sark, visto che non vi possono accedere automobili. 
A detta degli specialisti, invece, la prigione più sicura del mondo, dalla quale è praticamente impossibile evadere è quella conosciuta con il nome di “ADX Supermax”. Si trova nelle vicinanze di Florence, nello Stato del Colorado, ed è in grado di ospitare 550 detenuti, quelli ritenuti i più pericolosi. Inaugurata nel 1994, completamente automatizzata nei servizi di sicurezza e di controllo, questa prigione è stata progettata in modo che i detenuti, quasi tutti ergastolani costretti a vivere in isolamento per ventidue ore al giorno, perdano progressivamente la percezione del tempo, in modo da inibire la loro pericolosità. Tra gli attuali ospiti di Supermax, si trova anche Richard Reid, il mancato attentatore di fede islamica, che rischiò di distruggere, nel dicembre 2001, un aereo di linea americano con dell’esplosivo nei tacchi delle scarpe. 
Il titolo di prigione più strana del mondo, invece, va a quella della città di San Pedro, in Bolivia, dove gli 800 detenuti devono lavorare, per pagare l’affitto delle celle nelle quali sono rinchiusi! Inoltre, i carcerati possono ospitare parenti (bimbi compresi) e fare da guida ai turisti che vogliono assaporare l’ebbrezza di provare una notte in carcere, ovviamente a pagamento. Con il design architettonico più bello e moderno, è il “Centro di reclusione di Steiemark”, in Australia, in grado di ospitare 205 reclusi. Ideata dall’architetto Joseph Hohensinn, più che un carcere sembra un condominio di lusso, con le pareti completamente in cristallo, dalla struttura avveniristica e del tutto rilassante. D’altronde, questo carcere è stato costruito per redimere i delinquenti più incalliti, anche grazie ad un ambiente accogliente e per nulla mortificante. La prigione-modello per eccellenza. Quella di “Kresti”, a San Pietroburgo, in Russia, invece, è una delle peggiori per le condizioni di vita che devono subire i reclusi, a cominciare dal sovraffollamento. Costruita per ospitare tremila detenuti, attualmente ne contiene più di diecimila, con ognuno dei reclusi che ha a disposizione appena quattro metri quadri per potersi muovere all’interno delle celle stracolme. Pensate, poi, che ogni detenuto ha appena quindici minuti complessivi di tempo alla settimana per fare la doccia! E’ considerata la prigione più famosa, anche se, paradossalmente, non è più in attività. Si tratta della “Fortezza di Alcatraz”, situata nella baia di San Francisco, nello Stato della California, ufficialmente chiusa nel 1963. Capace di ospitare 336 detenuti, costruita su un isolotto e circondata, quindi, dalle onde dell’Oceano Pacifico, per decenni Alcatraz fu definito un luogo dal quale era impossibile evadere. Eppure, furono in diversi a tentare l’impresa, esattamente quattordici. Due di loro tentarono addirittura due volte, ma fallirono sempre; sette furono uccisi dal fuoco delle guardie, due annegarono e di cinque non furono mai ritrovati i corpi. A dire il vero, il fatto che non siano stati recuperati i corpi dei due fuggitivi, non significa che siano annegati. Se così fosse stato, la leggenda di quella prigione sarebbe stata violata. 
Fonte: DETECTIVE magazine, AGOSTO 2007 Rielaborazione di Davide Galeone!
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