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L’Italia è diventata la casa del Grande Fratello la Censura! La Campania, la prima regione ad uscire dalla casa. Lo si era appena detto, che c’era chi era nato per fare il giornalista e chi per vendere i giornali……infatti, leggendo una lettera su IL MATTINO del 27 gennaio inviata da una lettrice di Napoli, trovo conferma con dispiacere (quanto è brutto a volte avere ragione!) di quello che appunto scrivevo nel mio ultimo pensiero e cioè che oltre al danno, esiste sempre immancabilmente anche la beffa! Ma mi spiego meglio… Campania , Napoli e dintorni, Caserta, si potrebbe dire tutto di questa zona d’Italia, dove regna sovrana la camorra (con la C maiuscola), la sporcizia, la mala-politica, e c’è una cosa che regna sovrana più di tutti: la disoccupazione…ma nonostante tutto, c’è una cosa che quest’ultima non è riuscita ancora a “disoccupare”, e cioè loro, sono sempre loro, le immagini televisive spesso superflue e ripetitive, le foto, gli articoli dei giornali molto spesso poco documentati, insomma i media che proprio qui trovano il migliore lavoro, che non curanti che ci sia già il danno (perché quello lo portano i politici e anche gli stessi napoletani come l’autrice della lettera ammette) portano la beffa: contribuiscono a danneggiare l’immagine della nazione all’estero (inutile dire che la Campania fa parte dell’Italia e che quindi all’estero la maggior parte delle persone non faccia differenza), aggravano il danno economico (e interi settori come il turismo), e lo fanno con qualsiasi mezzo che possa veicolare la vergogna, perché naturalmente, i media sono le uniche sanguisughe che stanno traendo profitto da questo immane disastro (oltre alla camorra, sperando che venga sommersa anche lei dalle sue stesse immondizie!). La morale della favola è che con questo modo di fare giornalismo e TV, ci stiamo condannando alla gogna e a mortificarsi per sempre sulla bocca della gente, nella vita sociale europea e non solo. E’ come se ci facessimo continuamente degli autogol nei giochi europei politici, dove nella classifica stiamo rimanendo ultimi (visto che abbiamo perso anche il capitano della squadra… Romano Prodi!). L’Italia è diventata la casa del Grande Fratello e l’Europa, il Mondo intero ci sta guardando, scommettendo che sarà la Campania, la prima regione ad uscire dalla casa.  Paracadutisti sorvegliano l'aeroporto di Punta Raisi. |
Rimane il fatto comunque, che in qualunque direzione si vada ad inoltrare il nostro pensiero si finisce sempre col parlare di loro, i politici, quelli che la sociologia definisce come i deterrenti del terzo potere: l’autorità. E appunto gli unici che ne gestiscono allo stesso tempo, gli altri due, quello economico e quello coercitivo, cioè l’uso della forza e delle armi (per questo infatti l’esercito è sceso in campo a Napoli, ma non sono nuovi a questi tipi di compiti, basta ricordare in Sicilia l’operazione “Vespri Siciliani”, dal 25 luglio 1992 al 8 luglio 1998, il primo intervento in grande stile, per ragioni di ordine pubblico). Ma esiste anche un quarto potere, o meglio il Quarto potere: un potere simbolico perché proprio di simboli nutre la gente, cioè l’informazione e la comunicazione e tutti i suoi strumenti. Un potere sì simbolico, ma forte, capace come abbiamo già detto di entrare nelle case degli italiani e di darci insicurezza più di quanto già ne avevamo, capace di far odiare ai nostri bambini la statistica, perché dice ai genitori con precisione matematica che le famiglie italiane non arriveranno al 21 del mese.E allora, basta fare due più due, e si deduce che è questo il vero potere della carta stampata e delle immagini al pixel, un potere che sta nascosto dietro l’angolo, ma che la sua ombra arriva perfino all’angolo dell’altro isolato, un potere che non è veicolato dall’autorità (altrimenti sarebbe dittatura!) come gli altri due perché è questa, la libertà di stampa, di pensiero e di parola. E quindi questo potere non è in mano a nessuno, è in mano a sé stessa, e si autoveicola….da sola! Ma se questi sono i risultati, perché allora non proporre all’autorità, i politici, (“Per qulache problema in più” avrebbe detto Sergio Leone…) anche quest’altra faccia della medaglia, insieme a un piccolo consiglio per il facile risolvimento del caso? Scusatemi… Ogni cosa e ogni uomo ha dei diritti e dei doveri, e qui non si sta scrivendo, (o si?) di ritornare ai tempi del Capo del Fascismo, dove era prioritaria la sicurezza che dalle tipografie per l’indomani non uscissero informazioni non legate a una precisa ideologia politica (la sua!), dove ogni giornale, ogni rivista era controllata dall’ufficio censura! dell’OVRA, per far sì che la figura politica nazionale e internazionale del signor Mussolini non trovasse dissenso, perché appunto mancherebbero i diritti che il giornalismo televisivo o cartaceo ha ragione di avere, perché altrimenti non garantirebbe il battersi per obiettivi di interesse sociale nella sfera politica, nei conflitti, nel lavoro, a volte nella religione (vedasi la moratoria per l’aborto ne IL FOGLIO di Giuliano Ferrara). Ma se una volta a mancare furono i diritti (e tutti se ne accorsero…a pochi giorni dall’anniversario dell’entrata dell’Armata Rossa nel lager di Auschwitz) , oggi vicecersa sono i doveri ad essere stati dimenticati (e non se ne è accorto nessuno!). I doveri che quel potere nascosto dietro l’angolo ha nei confronti della società, di intervenire a difesa dell’interesse pubblico (in alcune circostanze), e a sostenere le norme vigenti in base a un codice deotologico, che possono garantire solo i professionisti dell’inchiostro su carta stampata. Ma per quanto riguarda le norme vigenti ecco che ancora una volta, il nostro pensiero e le nostre speranze vanno sempre a loro, i politici, e alla loro autorità meglio rappresentata dalla legge, che in un film (Running), l’attore Chazz Palminteri impersonava un agente dell’FBI recitando una frase che potrebbe far riflettere, << […] io rappresento lo Stato, l’organizzazione più forte al mondo!>> (in verità diceva l’organizzazione “criminale” più forte al mondo…). Finale della storia: se mezzo secolo fa, quel potere non era mai dietro l’angolo e si mostrava agli occhi degli alti gradi della milizia fascista, oggi almeno è giunta l’ora che mostri almeno le mani e faccia vedere se le ha troppe sporche d’inchiostro, in modo che così facendo i nostri politici gli diano un pennarello bianco per cancellare.Il mio buon senso mi porta a credere che la politica italiana (non quella campana) possa trovare piacere a far sì che tra un giorno all’altro i vulcanologi diano la soluzione a De Gennaro consigliandogli di buttare le immondizie nel Vesuvio…(scoperta una nuova discarica?). Credo che non si può negare la ragione al professor Prodi, quando diceva nelle sue ultime parole famose all’inizio dell’anno (ma per lui la fine dell’anno politico…) che i telegiornali e quindi i giornalisti, sono i portatori all’interno delle nostre case di un virus chiamato senso di insicurezza. Parole più giuste non le aveva mai pronunciate… Infine, abbiamo parlato dei professionisti dell’inchiostro, e per rimanere in tema perché non citare Roberto Saviano, autore del suo primo libro Gomorra, che pochissimi giorni fa denunciava il fatto che le case editrici londinesi avessere tagliato alcune parti del suo libro (meno male!), definite troppo cruente per la popolazione inglese, che sa ben poco sulla camorra (un po’ come noi…). L’autore ha promesso che farà causa perché il mondo intero sappia tutta la verità… Continuamo a farci del male…un altro autogol! Davide Galeone (28 gennaio 2008)
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