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________________________________________________________________________________ GIORNALISMO… E le intercettazioni telefoniche Ultimamente il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha detto che i (tele)giornali e quindi i giornalisti, sono i portatori all’interno delle nostre case di un virus chiamato: senso di insicurezza. Famosa è stata la replica del direttore del Tg4, Emilio Fede, che ha detto : <<lei faccia il professore, che noi facciamo i giornalisti!>>. Ma cos’è che porta l’insicurezza nelle famiglie degli italiani? Sicuramente i fattacci della cronaca nera hanno una certa responsabilità, ma al giorno d’oggi credo che il serial killer che con la sua sega và ad ammazzare a destra e manca, o lo stupro di gruppo o l’inquilino che si rifà vivo sparando ai passanti dalla terrazza di casa sua non preoccupi più nessuno…perfino la morte, non desta più scalpore. Allora spostiamoci di qualche giorno e scopriamo che quelle a far più paura sono le sconvolgenti scoperte fatte dalle intercettazioni telefoniche. Ultimissime vittime, il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e la sua consorte. Grandi nomi, che si vanno ad aggiungere alla lista di quei tanti: Berlusconi, Storace, ecc., insomma, sono i politici (italiani!). Quei politici che dovrebbero dare la sicurezza che i treni non arrivino in ritardo, che le fabbriche a Torino non siano delle trappole mortali per degli onesti lavoratori, che la grande mietitrice vestita di mala-sanità in Calabria non mieti vittime adolescenziali e che i topi attirati dalle immondizie non causino l’incremento della popolazione a Napoli. La colpa, però, non è dell’intercettazione, arma giustissima in mano a giudici e forze dell’ordine che ha dato grandi frutti nella lotta, ad esempio, al fenomeno mafioso, ma appunto, io credo, di quei giornalisti che pubblicano (perfino sulla rete) i discorsi intercettati della signora Mastella & company. Non è nell’interesse pubblico. Non è conveniente ai fini di un consenso popolare sul sentirsi sicuri che credo sia giusto che ci sia, e che devono essere proprio i politici a darci. Ci sono cose che i giornalisti e i telegiornali dovrebbero dire e altre cose no, cose che dovrebbero rimanere internos alla magistratura e alle forze dell’ordine. Non scordiamoci che una delle prime responsabilità dei media è proprio quello di prevenire o limitare i danni alla società derivanti dalla diffusione di particolari contenuti. Forse, c’è chi è nato per fare il giornalista e chi vive per vendere i giornali! Davide Galeone (20 Gennaio 2008) ________________________________________________________________________________
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