La crittografia quantistica è considerata da molti come l'ultima frontiera degli algoritmi di cifratura, essendo in grado di fornire un elevato livello di riservatezza delle informazioni grazie alle proprietà fisiche degli atomi. Ma non è oro tutto ciò che luccica: secondo una recente pubblicazione dell'Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE) anche questo nuovo tipo di tecnologia crittografica può essere violato. La crittografia quantistica è una particolare branca della crittografia che utilizza le proprietà fisiche della meccanica quantistica per la generazione di una chiave da utilizzare per la cifratura delle informazioni. Rispetto agli altri sistemi crittografici, con questo metodo è possibile individuare eventuali tentativi di intercettazione della chiave, consentendo al mittente e al destinatario di agire di conseguenza. A titolo informativo, la prima trasmissione a rispettare il protocollo di crittografia quantistica sicura è stata realizzata in Austria nell'aprile 2004, mentre la prima rete in grado di sfruttare tale tecnologia è stata Qnet, implementata a Cambridge nel corso dello stesso anno. Il sistema quantistico si occupa della generazione e della diffusione della chiave attraverso un convenzionale canale di comunicazione. Gli scienziati si sono resi conto che il sistema risulta sicuro solamente dopo che il mittente e il destinatario si sono scambiati la chiave di codifica, ma nel caso in cui un terzo incomodo riesca ad intromettersi nella fase di scambio della chiave le cose si complicano. Secondo quanto riportato, pare che sia possibile risalire alla chiave di cifratura completa in particolari circostanze, dando la possibilità all'attaccante di decodificare tutti i messaggi della sessione corrente e anche di quelle future. Il problema sembra sia principalmente dovuto al protocollo seguito dal sistema di cifratura, che in alcuni frangenti si basa molto sulla controversa filosofia del "Security through obscurity", ovvero fa affidamento sul fatto che nessuno sia in grado di osservare il sistema quantistico utilizzato per generare la chiave. Ma nel caso in cui qualcuno sia in grado di accedere e manipolare tale sistema, la sicurezza garantita dal protocollo viene invalidata completamente. I ricercatori pare che abbiano comunque trovato un modo per risolvere il problema: l'idea è quella di aggiungere alcuni bit generati in modo casuale alla chiave generata quantisticamente, in modo da ingannare un eventuale tentativo di intercettazione nelle fasi di scambio della chiave. Dal punto di vista pratico, si tratta di una vulnerabilità difficilmente sfruttabile, in quanto necessita di tecnologie costose e complicate, non certo alla portata di tutti. Ad ogni modo con questa modifica la crittografia quantistica torna ad essere una tecnologia da considerare ancora sicura, almeno finché non verrà trovata una nuova falla. Del resto è noto che il sistema completamente sicuro non esiste, dal momento che ci sarà sempre qualcuno in grado di individuare nuovi punti deboli da sfruttare. |